di PAOLO CACCIARI
La primavera porta sempre meno rondini (gli esperti si domandano se dipende dagli inquinamenti, dalla modifica della circolazione dell’aria, dal clima, o da chissà cos’altro) ma aumentano le fiere e le feste ispirate all’ambiente, al commercio equo, alla economia solidale. Non penso solo agli appuntamenti oramai fissi di Fai la cosa giusta a Milano e Terra Futuraa Firenze, che, pur con le loro diversità d’impostazione, danno la misura della consistenza di un settore dell’economia in espansione: il biologico e l’energia rinnovabile sembrano gli unici comparti dell’economia italiana a non conoscere la crisi (chi glielo va a dire a Monti?). Penso alle piazze di molti comuni che per qualche giorno si sono riempite di banchi e banchetti di frutta e verdura “a kilometro zero”, di marmellate, conserve, birre prodotte artigianalmente, di cesti intrecciati di vimini, di tessuti di canapa e calze di cotone, di monili e oggetti di uso comune costruiti da artigiani locali, di spezie, caffè ed altri “prodotti coloniali” associati a progetti di cooperazione internazionale con i tanti Sud del mondo, di offerte di vacanze “mari e monti” a zero impatto ambientale, ma a grande “valore aggiunto” relazionale… Continua a leggere








